Pubblicata l’edizione 2025 del Report ZeroArmi, lo strumento realizzato da Rete Italiana Pace e Disarmo in collaborazione con Fondazione Finanza Etica nato per valutare il grado di coinvolgimento delle principali banche italiane nel settore della produzione, del commercio e dell’export di armamenti. Di seguito un estratto del rapporto. Il documento è consultabile e scaricabili qui.
Report ZeroArmi 2025
L’edizione 2025 del rapporto prende in esame 24 gruppi bancari italiani, selezionati sulla base dei flussi di cassa 2023/2024. La valutazione si fonda su una matrice metodologica che considera tre principali ambiti di interazione finanziaria con l’industria degli armamenti: partecipazioni azionarie, finanziamenti a imprese o programmi di sviluppo militare e servizi finanziari connessi alla vendita e all’esportazione di armi. A queste dimensioni si affianca, come elemento strutturale della metodologia di ZeroArmi, la valutazione della disponibilità alla trasparenza e al confronto, considerata fin dall’avvio del progetto un fattore centrale per comprendere il grado effettivo di coinvolgimento degli istituti in un settore caratterizzato da forte opacità informativa. Per la prima volta in questa edizione 2025, l’analisi è stata inoltre estesa in modo sistematico alle policy adottate dai gruppi bancari sul settore degli armamenti, con particolare attenzione alla chiarezza dei criteri
di esclusione, al perimetro di applicazione e ai meccanismi di implementazione. Il risultato complessivo della valutazione è espresso attraverso un punteggio sintetico: valori più bassi corrispondono a un minore livello di coinvolgimento nel comparto militare, mentre punteggi più elevati indicano una maggiore esposizione e/o una minore trasparenza delle pratiche adottate.
Il lavoro di analisi si è basato su fonti pubbliche, su documentazione fornita direttamente dagli istituti e su un articolato percorso di engagement. Sono stati incontrati 16 dei 24 gruppi bancari analizzati, spesso in più occasioni, e sono stati sottoscritti 8 accordi di riservatezza, che hanno consentito la condivisione di informazioni ulteriori rispetto a quelle pubblicamente disponibili. Questo livello di confronto riflette il riconoscimento di come interlocutore indipendente e qualificato su un ambito sensibile e tradizionalmente poco trasparente. L’approccio adottato ha consentito di migliorare la qualità delle valutazioni e di restituire un quadro più accurato delle pratiche bancarie, pur all’interno di un settore strutturalmente opaco.
Analisi dei risultati
I risultati della valutazione ZeroArmi restituiscono un quadro fortemente differenziato del coinvolgimento delle banche italiane nel settore degli armamenti. La lettura dei punteggi consente di distinguere tra situazioni di coinvolgimento nullo o minimo, livelli di coinvolgimento moderato, forme di coinvolgimento significativo e, nei casi più estremi, un coinvolgimento pieno e strutturato nelle attività legate alla produzione e al commercio di armi.
L’esclusione totale e strutturale del comparto militare riguarda un solo istituto. Una parte rilevante delle banche analizzate presenta invece punteggi riconducibili a un coinvolgimento minimo, mentre la quota più ampia degli istituti si colloca su livelli intermedi, che indicano un coinvolgimento non episodico, ma nemmeno centrale nel modello di business complessivo. Emergono inoltre casi in cui il coinvolgimento risulta significativo, segnalando una relazione più stabile e integrata con il settore degli armamenti, e un numero più ristretto di istituti caratterizzati da livelli molto elevati di esposizione. Questi ultimi casi sono prevalentemente associati a gruppi bancari di grandi dimensioni e con un ruolo sistemico, dotati di una maggiore capacità di intercettare e gestire flussi finanziari complessi, anche su scala internazionale.
Un elemento trasversale che incide in modo determinante sulla lettura dei risultati è la trasparenza. In diversi casi, la limitata disponibilità di informazioni pubbliche rappresenta essa stessa un fattore rilevante della valutazione, rendendo più difficile distinguere tra scelte marginali e coinvolgimenti strutturati. Al contrario, laddove gli istituti hanno scelto di condividere informazioni aggiuntive nell’ambito del percorso di engagement, è stato possibile restituire una rappresentazione più accurata e differenziata delle pratiche adottate.
Raccomandazioni
Alla luce dei risultati emersi e del percorso di confronto sviluppato nel corso del progetto, ZeroArmi individua alcune linee di miglioramento prioritarie per rafforzare la trasparenza e la responsabilità del sistema bancario italiano nel rapporto con il settore degli armamenti.
Rafforzare la trasparenza come pratica strutturale
La disponibilità di informazioni resta un elemento decisivo per una valutazione attendibile. ZeroArmi raccomanda alle banche di superare una trasparenza meramente formale, rendendo pubbliche informazioni chiare e accessibili sulle tipologie di operazioni e di servizi finanziari connessi al settore militare, distinguendo tra livelli e forme di coinvolgimento.
Adottare policy dedicate, chiare e verificabili
L’analisi delle policy mostra come documenti generici o inclusi in più ampie policy ESG non siano sufficienti a garantire un controllo effettivo del coinvolgimento nel settore degli armamenti. Il confronto sulle armi nucleari evidenzia chiaramente la differenza tra esclusioni esplicite e senza deroghe e formulazioni generiche o condizionate. ZeroArmi raccomanda quindi l’adozione di policy specifiche, con criteri di esclusione chiari, perimetri di applicazione definiti e meccanismi di attuazione verificabili.
Ridurre le aree grigie di coinvolgimento
Una parte significativa delle banche si colloca in una zona intermedia di esposizione, spesso legata a servizi selettivi, partecipazioni indirette o linee di business specifiche. ZeroArmi raccomanda di intervenire su queste aree grigie, chiarendo le scelte strategiche e valutando progressivamente la possibilità di ridurre o circoscrivere tali forme di coinvolgimento.
Rendere stabile il dialogo e l’engagement
Il percorso di confronto ha dimostrato che l’engagement strutturato migliora la qualità delle informazioni e consente valutazioni più accurate. ZeroArmi raccomanda di considerare il dialogo con soggetti indipendenti come una pratica ordinaria di accountability, e non come una risposta episodica a iniziative di monitoraggio.
Rafforzare il diritto all’informazione delle persone risparmiatrici
In un contesto in cui solo una quota minoritaria degli istituti esclude totalmente il settore militare, la possibilità di distinguere tra diversi livelli di coinvolgimento diventa essenziale. ZeroArmi raccomanda di mettere a disposizione delle persone risparmiatrici informazioni strutturate, accessibili e verificabili, integrate nei canali ordinari di relazione con la clientela, in modo da consentire scelte realmente consapevoli e coerenti con i propri valori.
